Le cellule staminali si distinguono fondamentalmente in “embrionali” ed “adulte”. Le prime sono cellule denominate “totipotenti”, perché in grado di differenziarsi, sotto l’ influenza di determinati “stimoli”, in tutti i tipi cellulari del nostro organismo. La legge 40 del 2004 vieta la ricerca sulle staminali embrionali e prevede inoltre il divieto di effettuare ricerca e sperimentazione sugli embrioni esistenti. Pochi giorni fa, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio Europeo, il Presidente del Consiglio Prodi ha assicurato che non cambierà la normativa vigente sulle sperimentazioni sugli embrioni. Le cellule staminali “adulte” sono presenti in alcuni dei nostri tessuti ed organi, come per esempio nel midollo osseo. Possono essere uni o pluri- potenti, a seconda della loro capacità nel differenziarsi in uno o più tipi cellulari.
Fra le adulte, rivestono un ruolo molto importante le cellule staminali contenute nel cordone ombelicale.
Alcune applicazioni cliniche che utilizzano le cosiddette cellule staminali emopoietiche, di cui è ricco il cordone ombelicale, sono già possibili per la cura di patologie ereditarie, come per esempio alcune forme di anemie e leucemie. Queste cellule saranno sempre di più una formidabile sorgente di nuove ed innovative cure per diverse malattie, come ad esempio il Parkinson, l’ Alzheimer o per la riparazione dell’ infarto miocardico. La Commissione Europea sta perciò destinando ingenti risorse alla ricerca medica in questo settore.
La raccolta delle cellule staminali cordonali è molto semplice. Al momento del parto è necessario semplicemente un kit di sterilizzazione in cui inserire il cordone. Purtroppo in Italia solo il 5 % dei cordoni viene raccolto, il rimanente 95 % viene gettato.
In Italia, si possono donare le staminali cordonali a strutture pubbliche, che sono 15 in tutto il territorio nazionale, attraverso centri trasfusionali convenzionati. In tal modo le cellule raccolte vengono raccolte e conservate presso strutture pubbliche in vista di un possibile utilizzo su riceventi. L’ impiego in questo caso è di tipo eterologo, ossia le cellule donate possono essere utilizzate su qualunque ricevente compatibile, donatore e ricevente sono, cioè, soggetti diversi.
Nel nostro Paese, a differenza della stragrande maggioranza dei Paesi Europei, non è possibile rivolgersi a soggetti privati, accreditati ed autorizzati, per conservare il sangue del cordone ombelicale per uso autologo, cioè per sé o per i propri parenti. La donna che volesse conservare il cordone ombelicale del proprio figlio non può farlo in Italia, ma può richiedere l’ autorizzazione all Istituto Superiore di Sanità e conservare le cellule staminali all’estero (in USA, Svizzera,ecc.).
Girolamo Sirchia , Ministro della Salute del precedente Governo precisò alla Camera dei Deputati, la situazione normativa: "In Italia, non viene autorizzata la conservazione ad uso autologo, in quanto essa non risponde ai criteri di costo ed efficacia necessari per erogare prestazioni a carico del servizio sanitario nazionale e non risponde alle raccomandazioni dei maggiori organismi internazionali. Fanno eccezione i donatori il cui sangue puo´ essere utilizzato per un fratellino affetto da una malattia curabile con trapianto di cellule staminali: in questo caso, l´uso familiare e´ consentito ed e´ sostenuto a spese del servizio sanitario nazionale. Va inoltre ricordato che la legge italiana prevede che il sangue, cui appartiene anche il sangue placentare, debba essere trattato esclusivamente da istituzioni pubbliche o private accreditate; mentre e´ fatto divieto ai privati di gestire unita´ di sangue. Per questo motivo l´ordinanza ministeriale del 25 febbraio 2004 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 18 marzo 2004), vieta la costituzione di banche private di sangue placentare e prevede, altresi´, che per l´importazione e l´esportazione di queste unita´ sia necessaria l´autorizzazione del ministero della Salute. Tale autorizzazione, peraltro, puo´ essere rilasciata a soggetti che a proprie spese decidano di ricorrere a banche private operanti all´estero per la conservazione di sangue placentare autologo, allorquando non ricorrano le indicazioni affinche´ questi campioni possano essere conservati presso le banche italiane".
Attualmente c’è una proposta di legge, che vuole dare alle donne la possibilità alle donne di scegliere se donare le cellule staminali del cordone ombelicale del proprio figlio attraverso le “banche” pubbliche, o se conservarle per un uso “autologo”, attraverso le banche private ed accreditate.
La questione che si pone è anche di natura economica: i prezzi per le “banche” private estere che conservano a pagamento le cellule staminali del cordone ombelicale si aggirano tra gli 800 e i 2000 Euro per l´invio di un kit per la raccolta del cordone che deve essere inviato alla banca nel giro di 20 ore, dove verra´ congelato. Sono inclusi nel prezzo gli esami iniziali e i trattamenti per la conservazione. Poi occorrono circa 100 Euro all´anno per la conservazione.