Cellule staminali contro sclerosi multipla

Gb. Al via sperimentazione sull'uomo terapia contro sclerosi multipla Per la prima volta al mondo sara' testata su pazienti affetti da sclerosi multipla una terapia con cellule staminali di midollo osseo. La sperimentazione, avviata nell'ospedale Frenchay Hospital, vicino Bristol, potrebbe aiutare milioni di persone a far retrocedere i danni di questa inguaribile malattia neurodegenerativa. I pazienti, sei in tutti di eta' compresa tra i 30 e i 50 anni, riceveranno iniezioni delle loro stesse cellule staminali prelevate dal midollo osseo.
Le staminali dovrebbero andare a riparare le lesioni presenti nel cervello e nel midollo spinale, facendo recuperare le funzionalita' motorie compromesse a causa della malattia. Il trial clinico e' la prosecuzione di precedenti studi di laboratorio che avevano dimostrato la capacita' delle cellule staminali di migrare verso le placche cerebro-spinali. La speranza di Neil Scolding, professore di neuroscienze cliniche del North Bristol Nhs Trust, che sta guidando la sperimentazione umana, e' che questo trattamento possa un giorno rivoluzionare le cure della sclerosi multipla. "Lo scopo e' riparare le lesioni e guarirle, nel tentativo di riportare indietro la progressione della sclerosi multipla. Al primo tentativo la tecnica potrebbe non funzionare, forse sara' necessario perfezionarla, ma e' un gran passo avanti aver iniziato i test umani", ha detto il ricercatore. Le cellule staminali saranno prelevate ai pazienti sotto anestesia e poi iniettate per via endovenosa lo stesso giorno. Il gruppo sara' monitorato per un anno e sottoposto a regolari risonanze magnetiche cerebrali per seguire gli effetti del trattamento. "Probabilmente ci vorranno almeno sei mesi per vedere benefici", ha aggiunto Scolding.

Data: 03 Aprile 2008


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Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259