Benefici effetti dell’Interferone nel trattamento dell’uveite nei pazienti con sclerosi multipla

Mercoledì 04 Gennaio 2006 - Uno studio condotto presso l’Heildelberg University in Germania ha valutato l’efficacia degli Interferoni di tipo I ( IFN ) nel trattamento della sclerosi multipla associata all’uveite.

Lo studio non randomizzato, retrospettivo, osservazionale, ha preso in esame i casi di 13 pazienti ( 8 femmine e 5 maschi ) con sclerosi multipla, associata ad uveite.

Tutti i pazienti, ad eccezione di uno, avevano una forma bilaterale di uveite intermedia ( 24 occhi in totale ).

Sette pazienti presentavano un edema maculare cistoide prima del trattamento con Interferone ( 13 occhi ).

La durata media del trattamento è stata di 24.6 mesi.

L’acuità visiva è migliorata in 17 occhi, mentre in 10 occhi ( 36% ) il miglioramento è stato superiore o uguale a 3 linee Snellen.

Solo 2 pazienti hanno presentato un minimo edema maculare cistoide all’ultima angiografia nel corso del periodo osservazionale.
L’edema maculare cistoide si è risolto durante o dopo trattamento con Interferone in 9 occhi.

I dati dello studio hanno indicato che l’Interferone produce benefici nei pazienti con uveite associata a sclerosi multipla.

Data: 05 Gennaio 2006


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259