Con l'introduzione di 4 fattori alcuni ricercatori hanno indotto con successo cellule differenziate prelevate da embrioni di topo e di ratto adulto a comportarsi come cellule staminali embrionali. I ricercatori hanno pubblicato subito il loro studio sulla rivista Cell.
Le cellule -- che i ricercatori hanno chiamato "cellule staminali pluripotenti indotte" (iPS) -- mostrano cratteristiche fisiche, di crescita e genetiche tipiche delle cellule staminali embrionali, cosi' scrivono. Il termine "pluripotenti" si riferisce alla capacità di differenziarsi in molti altri tipi di cellule.
I problemi etici dovuti all'uso di cellule staminali embrionali potrebbero essere aggirati grazie a queste "nuove cellule", dice Shinya Yamanaka dell'Universtà di Kyoto... inoltre queste cellule potrebbero essere prelevate dal paziente stesso (ed evitare problemi di rigetto NDR).
Le cellule pluripotenti possono essere create a partire da culture di fibroplasti attraverso l'aggiunta di pochi fattori.
I primi studi effettuati dimostrano che le cellule di altre parti del corpo possono essere "riprogrammate" attraverso il trasferimento del loro nucleo in precursori delle cellule fecondate, chiamati ovociti o attraverso la fusione con cellule staminali embrionali.
Queste scoperte forniscono la prova che ovuli non fertilizzati hanno delle proprietà che possono conferire la pluripotenzialità alle cellule differenziate (adulte), ha ditto Yamanaka.
I ricercatori hanno selezionato 24 geni e tra questi ne hanno trovati 4 che ridavano ai fibroplasti la capacità di differenziarsi in molte cellule diverse.
Hanno riportato che l'impianto di cellule iPS sotto la pelle dei topi generava dei tumori che però contenevano vari tipi di tessuti che rappresentano tre tessuti primari ritrovati negli embrioni. Questi tre tessuti danno poi vita a tutti gli altri tessuti dell'animale.
Sono state fatte ulteriori iniezioni nei blastociti, le cellule iPS hanno contribuito allo sviluppo embrionale di topi.
Questa scoperta importante per il controllo genetico delle cellule pluripotenti. Ma gli esperti sono cauti perché ancora non sanno se questo esperimento funzionerà sulle celle umane adulte.
Trad. e sint. Dr Gaetano Tolomelli