54 mila italiani con sclerosi multipla, da Milano progetto nazionale

Milano, 28 marzo 2008 - Sono 54 mila ogni anno gli italiani colpiti da sclerosi multipla, 10 mila solo in Lombardia. La parola d'ordine degli specialisti è non sottovalutare i primi sintomi, anche se all'inizio non sembrano 'pesanti'. "Le nuove evidenze dimostrano che un trattamento precoce con interferone beta-1b rallenta del 40% la progressione della malattia e della disabilità. Questo nuovo approccio - afferma Giancarlo Comi, presidente della Società europea di neurologia e direttore dell'Unità di Neuroriabilatazione dell'ospedale San Raffaele di Milano - è indicato per i due terzi dei pazienti: in Italia oltre 2 mila l'anno". Ma come rapportarsi con un malato che non si sente tale? Come favorire l'adesione alla terapia? Questi i nodi del progetto 'Question Time in sclerosi multipla.

Contro la progressione della disabilità: il trattamento precoce è la nuova opportunità?', che oggi fa tappa al San Raffaele di Milano e vede riuniti oltre 100 esperti fra neurologi, infermieri, psicologi e farmacisti ospedalieri. "Quando si presentano i primi sintomi della malattia, alcuni pazienti hanno già sviluppato danni neurologici che possono condurre a gravi disabilità - spiega Comi - La sfida per noi clinici è riuscire a identificare subito i sintomi e a trasmettere ai pazienti fiducia nei trattamenti. A tutto vantaggio della loro autonomia e qualità di vita, un elemento ancor più rilevante se si pensa che a essere colpite sono soprattutto le giovani donne".

Quello di Milano è il primo appuntamento di una serie che coinvolgerà alcune città italiane fra cui Roma, Bari, Firenze, Genova e Padova. La sclerosi multipla rappresenta la prima causa di invalidità di origine neurologica nel giovane adulto. Si manifesta prevalentemente fra i 20 e i 40 anni, con un picco intorno ai 20-30. È causata dalla distruzione della mielina, la guaina che avvolge le fibre nervose e che, funzionando da isolante elettrico, consente di migliorare e aumentare la velocità di trasmissione degli impulsi nervosi. "E' una malattia con importanti implicazioni sociali ed elevatissimi costi personali: per questo è necessario fare tutto il possibile per diagnosticarla e curarla precocemente - continua Comi - Dobbiamo bloccarne l'evoluzione e impedire che distrugga altre parti del cervello".

"I dati più recenti di un trial internazionale sul trattamento con interferone beta-1b, lo studio 'Benefit' - prosegue lo specialista - mostrano infatti che un inizio tempestivo, subito dopo il primo sintomo, riduce del 40% il rischio di sviluppare un danno neurologico permanente. Dopo tre anni i pazienti che hanno iniziato immediatamente il trattamento mostravano il 41% in meno di probabilità di sviluppare la sclerosi multipla rispetto quanti lo hanno iniziato successivamente". I sintomi iniziali possono essere piuttosto blandi, come debolezza e affaticamento, disturbi della vista, della sensibilità o motori.

Per questo spesso i pazienti attendono troppo prima di rivolgersi al medico. L'Associazione italiana sclerosi multipla "richiama l'attenzione già da molti anni sull'importanza della terapia precoce, così come dimostrato da numerosi studi scientifici - interviene Alberto Battaglia, presidente della Fondazione italiana sclerosi multipla - La scelta terapeutica più opportuna deve essere concordata tra il neurologo curante e il paziente, che deve poter scegliere il trattamento precoce senza ostacoli". Per questo l'Associazione chiede la rimborsabilità del farmaco al Servizio sanitario nazionale. Gli incontri del progetto 'Question Time' non sono convegni tradizionali, ma talk show pensati per facilitare il confronto fra gli specialisti e le altre figure professionali coinvolte nella gestione del paziente con sclerosi multipla.

Data: 03 Aprile 2008


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259