Articoli sulla sclerosi multipla

  • La digestione dei principi alimentari, come è noto, rappresenta un processo ordinato, che mira a rendere più molle il cibo, sospingerlo lungo il canale alimentare, mescolandolo con la bile e con gli enzimi digestivi. Alcuni di questi meccanismi dipendono da proprietà intrinseche della muscolatura liscia dell´intestino, altri implicano l´intervento di riflessi coinvolgenti il Sistema Nervoso Centrale (SNC).

  • Il nostro studio è stato condotto su pazienti affetti da Sclerosi Multipla (età tra 25 e 57 anni) ed ha fornito dati che dimostrano:

    1. La gravità della sintomatologia neurologica non corrisponde alla dimensione della lesione evidenziata dalla RMN;
    2. La gravità della sintomatologia neurologica non dipende dall’età del paziente o dalla durata della malattia;

  • A CONTROVERSIAL new theory that doctors have failed to cure multiple sclerosis (MS) because they are treating the wrong disease has split medical opinion.

    Neurologists at Glasgow University claim conventional wisdom about MS is based on a different condition altogether, which explains why no cure has been found for the disease.

    MS affects 85,000 people in Britain and is the most common disabling nerve disorder among young adults.



Ultime news

Il trattamento con Laquinimod (Teva Pharmaceutical Industries) assunto per via orale, sembra essere in grado di ridurre l’attività di malattia del 40,4% rispetto alla sostanza inattiva placebo; questo ciò che rivela uno studio di fase 2 coinvolgente 306 pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante-remittente.

Recentemente due gravi infezioni furono riportate in due persone coinvolte in studi clinici per la sperimentazione del farmaco FTY720 (Novartis Pharmaceutical Corp.) assunto per via orale nel trattamento della sclerosi multipla.

Il farmaco Prozac (fluoxetina), appartenente alla categoria degli antidepressivi potrebbe essere d’aiuto nel rallentamento dell’attività di malattia in particolare in relazione alla sclerosi multipla in forma recidivante-remittente; è quello che rivela lo studio preliminare pubblicato in testa al Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry.

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