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Psicologo Psicoterapeuta - Consulenza online Vai a Precedente  1, 2, 3 ... 9, 10, 11, 12, 13  Successivo
Le informazioni qui contenute sono a scopo puramente divulgativo e non devono sostituirsi alla consulenza di un medico o di altri operatori sanitari abilitati. Le nozioni e le informazioni su procedure mediche, posologie, e/o descrizioni di farmaci hanno unicamente un fine illustrativo e non consentono di acquisire la manualita' e l'esperienza indispensabili per il loro uso o la loro pratica.
Autore Messaggio
amaretto




Messaggi: 61
MessaggioInviato: Sab Feb 14, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Ciao dopo aver letto qualche lettera , ho deciso di scrivere anche io : Mi chiam Michela e mi sento una frana. Ti spiego ho fatto un percorso di tantissimi anni di pscterapia con un po' di analis per un disturbo alimentare, mangiavo e vomitavo, rimangiavo.
Quando ero venuta a prendere di petto cio' che mi aveva portato a questo brutto rapporto con il cibo,ecco che arriva lei la sm. Nel frattempo mi ero sposata, avevo raggiunto un peso che anche se ancora alto mi faceva star bene in mezzo alla gente, riuscivo a parlare con gli altri insomma mi sebrava tutto ok. nasce la prima figlia tanto desderata, attendo il secondo che puroppo perd in un aborto spontaneo ( con il grosso peggiorare del mio animo perche' mi e' rimasto in mano pulendomi in bagno...)e qui ho iniziato a sentirmi sola.
Rimando incinta del seconda e nasce una bellissima bambina. el mezzo ho avuto vari problemi con la prima per crisi di broncospasmi, ma ttto lo ho sempre affrontato bene,poi la seconda si ammala si sindrome emolita uremica, rischia di morire, e' stata presa al pelo , ha fatto un po' di dialisi poi ringraziando il cielo si e' risolto tutto, anche se poi ha avut un'ulcera da stress,vari controlli poi una brutta ustione...insomma e' stato un periodo veramente pessimo. Di li' ha avuto problemi con linguaggio aiutata da logopedia, psicologa, psicomotricita' equindi ti lascio immaginare. Ma non dimentichiamo di me quando lei aveva 9 mesi ecco perdo la sensibilita' ad una gamba, poi all'altra fino a sotto il seno, mi dicono mielite, stia tranquilla non e' sclerosi multipla.Controlli per 5 anni tutti buoni anche se i disturbi rimasti non erano pochi, poi di nuovo la ricomparsa e qui la diagnosi.
Facccio rebif poi mitoxantrone poi rebif...da febbraio dell'anno scorso e' comparsa una miastenia oculare, quindi mi hanno sospeso il rebif e faccio copaxone piu' mestion.
Il problema e' che tutto e' crollato dentro di me io al di fuori sono viva , allegra, ma dentro mi sento spenta,sno ricomparsi i disturbi dl vomito che ora con una psicologa sto cercando di risolvere...ma il roblema e' che quando mi soffermo a pensare mi accorgo cheal di fuori delle mie splendide bambine sono sola. Mio marito e' sovente in crisi, piange, dei miei genitori meglio non dire nulla, mi trovo con un padre opprimente che finoi a mesei fa continuava a dire che avevo un'ernia, che mi continua chiedere se e' necessario che io usi il bastone (pensare che la fisioterapista continua a sgridermi che non porto il deambulatore che mi permetterebbe di avere una postura piu' corretta e mi stancherebbe un po' meno)..ma come faccio con lui che e' sempre cosi' critico, cosi' presente che non solo mi mette in imbarazzo ma a vlte mi fa sentrie una rabbia dentro di me che vorrei gridarlieolo in faccia che se per lui e' difficile , per me lo e' molto di piu'...vorrei sentrimi a volte apprrezzata, abbracciata, ma non perche' sono malaa ma semplicemente peche' sono sua figlia.
Ora credo di aver fatt un bel riassunto della mia vita fino ad oggi, susa lo sfogo ...certo non e' il miglio modo di presentarsi.
Un grande abbraccio Michela


-azz- Chiedo scusa ma mi sono accorta solo ora di aver dato del tu
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MARIA_RITA



Residenza: Viterbo
Messaggi: 46
MessaggioInviato: Dom Feb 15, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Antonietta,
che emozione leggere la tua lettera...
così ricca dell'amore che solo una madre può provare...
ti parlo umilmente da semplice figlia, che prova un po' invidia il tuo per avere una madre in grado di trasmettere in modo così forte il suo amore,
sicuramente terrò a mente le tue parole se e quando diventerò madre, mentre ora penserò che anche mia madre ha dentro tutto questo, anche se non lo fai mai vedere.

Grazie e un grande abbraccio a te e a tuo figlio.
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antoniettadileva@libero.i




Messaggi: 29
MessaggioInviato: Lun Feb 16, 2009    Oggetto: Rispondi citando

MARIA RITA ha scritto:
Antonietta,
che emozione leggere la tua lettera...
così ricca dell'amore che solo una madre può provare...
ti parlo umilmente da semplice figlia, che prova un po' invidia il tuo per avere una madre in grado di trasmettere in modo così forte il suo amore,
sicuramente terrò a mente le tue parole se e quando diventerò madre, mentre ora penserò che anche mia madre ha dentro tutto questo, anche se non lo fai mai vedere.

Grazie e un grande abbraccio a te e a tuo figlio.


Grazie Mariarita,quando diventerai madre ti accorgerai che...non siamo perfette!Cresciamo e maturiamo con voi,impariamo man mano dai nostri errori,qualche volta riconoscendoli e altre no.Ma di una cosa sono certa,l'amore di una madre è enorme,anche se qualche volta,per pudore o per timore non viene manifestato.Le lacrime sono quella parte di sè che spesso è difficile manifestare,sembra debolezza,incapacità...ma è anche vero che,può essere la paura di aggravare lo stato dell'altro,non dargli motivo di preoccupazione.
Nella lettera l'ho detto,è mio figlio che ha voluto condividere le lacrime,io ho risposto ad una sua esigenza,difficilmente lo avrei fatto in maniera autonoma.
Tu,ci hai provato?
L'augurio che posso farti è di riscoprire,nel cuore grande di tua madre,l'abbraccio caldo delle lacrime condivise o del sorriso che riempie di luce la giornata sia sua che tua!!Buona strada
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ely
Psicologa


Residenza: Venezia
Messaggi: 349
MessaggioInviato: Mar Feb 17, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Amaretto,
scrivere un'ottima autoterapia.Rileggersi,rinarrarsi,riraccontarsi è un modo per dare altri significati,aggingerne ognivolta qualcosa di diverso a noi,all'immagine che ci costruiamo.
Se ritieni di non esserti presentata nei migliore dei modi,....scrivimi nel tuo "migliore dei modi"..!
Un abbraccio.
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Antera



Residenza: Varese
Messaggi: 539
MessaggioInviato: Mer Mar 11, 2009    Oggetto: Rispondi citando

ciao ely...ti ho mandato un messaggio privato.... -imbarazzato-
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giannerp



Residenza: Milano
Messaggi: 102
MessaggioInviato: Mer Mag 06, 2009    Oggetto: Rispondi citando

ciao.. sei ancora a disposizione?
avrei delle domande da farti..
grazie

Paolo
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ely
Psicologa


Residenza: Venezia
Messaggi: 349
MessaggioInviato: Mer Mag 06, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Certo che sono ancora a disposizione!
A domanda, rispondo.
Supervisiono quotidianamente.
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giannerp



Residenza: Milano
Messaggi: 102
MessaggioInviato: Ven Mag 08, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Ely,
grazie per la tua disponibilità.
Ho pensato a lungo se inviarti questo messaggio in privato o se renderlo palese e leggibile a tutti.
Ho optato per la seconda soluzione. Le motivazioni sono varie. In primis, questo è un forum dove cerchiamo di aiutarci. Forse altri sono nella mia stessa situazione. In qualche modo un confronto su quello che mi sta capitando può essere utile anche ad altre persone, non solo a me. Inoltre raccontare e scrivere le proprie vicende equivale un pochino ad esorcizzarle, le si comprende meglio e magari si trovano anche soluzioni.
Il mio problema, in questo momento, non sono tanto i sintomi. Quelli più gravi sono rientrati. Restano quelli più tollerabili, le scosse, qualche formicolio. Sto assumendo tre volte alla settimana il rebif 22 con effetti collaterali apparentemente minimi e tollerabili.
La mia vita sta riprendendo lentamente il binario di qualche tempo fa.
Ho persino iniziato nuovamente a correre, vera valvola di sfogo. Nel lavoro sono impegnato tutto il giorno. Sono un consulente aziendale e gestisco la mia società con alcuni dipendenti. Visti i tempi di crisi non posso proprio lamentarmi. Il periodo è duro, ma le soddisfazioni non mancano.

Il mio problema è l'umore. Il mio problema è la difficoltà a mantenere un rapporto cordiale o di amore o di altro a seconda che l'interlocutore sia un amico, un collaboratore, una figlia o la fidanzata. Sono diventato estremamente nervoso. In particolare con le persone che mi vogliono bene o cui voglio bene. Una volta non ero così.
Sono molto più tollerante se mi trovo davanti ad un cliente, un fornitore o un estraneo.
Fin qui niente di strano. Tutto considerato, queste sono cose che capitano spesso. Problemi che coinvolgono sovente le persone più deboli verso di noi, cioè quelle che ci vogliono bene.

La verità è che sempre più spesso mi vengono pensieri negativi, che vanno dalla paura per la malattia alla sensazione di inadeguatezza verso gli obbiettivi personali a livello lavorativo, famigliare, o di cuore: la paura di non farcela, la paura di poter diventare un peso per gli altri, la voglia di restare solo, pensando che solo dentro la mia solitudine potrei trovare la forza e la spensieratezza per uscirne fuori.

Sento che sto facendo molto male a chi mi sta vicino. Come ne esco da questa situazione? Stavo pensando di rivolgermi ad uno psicologo, ma come lo si sceglie? Servirebbe davvero?

Se avrai la voglia di leggere qualche mio post in altri argomenti su questo forum, noterai che ho vissuto, dal punto di vista emotivo, giorni migliori.

Un caro saluto

Paolo

p.s.: Graziella ti amo, sei una persona straordinaria, tornerò quello di prima.
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ely
Psicologa


Residenza: Venezia
Messaggi: 349
MessaggioInviato: Sab Mag 09, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Caro Paolo,
grazie per aver reso pubblico questo tuo messaggio.
hai ragione, può essere d'aiuto a molte persone che ci leggono.
parto nel riponderti dalla tua ultima riga, dalla firma in p.s con cui, in un certo senso, ti presenti.
In effetti, non si è mai "uguali a prima", sclerosi o non sclerosi.
Ognuno di noi è fatto delle esperienze dei giorni addietro, di quelli a venire e di quelli del momento.
E' la proiezione degli altri su di noi, le credenze che tanto ci rassicurano, che automaticamente ci fanno pensare di dover tornare quelli di prima.Difronte al nuovo ci si spaventa e forse di più ancora quelli che ci attorniano.Questo è il grande salto:tutte le nostre esperienze ci rendo "diversi" da ieri, migliori, peggiori, ma uguali mai!E' già una ricchezza che tu ti soffermi ad ascoltarti, osservarti, e noti che sei mutato. Beh, è un bel passo in avanti. Dimmi, avresti mai pensato di resistere integro mentalmente se avessi saputo a priori, come guardando in una sfera di cristallo,cosa ti sarebbe capitato?Io credo che tutti risponderemmo di no.Questo è valido difronte a qualsiasi esperienza che ci è capitata. perciò è già un grande dono stare a pensarci e a guardarci mentre ci relazioniamo.
Dice un racconto indù che un conto è trovarsi in una foresta e non sapersi orientare guardando i tronchi d'albero infiniti difrnte a noi, un conto è salire su un albero solo e guardare tutta la foresta dall'altro, per trovare un sentiero. Ecco, volevo dire, gli sbalzi d'umore, le crisi ecc. se osservate e raccontate possono essere una salvezza saggia.Cominciamo a conoscere in modo piu approfondito la nostra persona.
LA MAPPA NON é IL TERRITORIO, diceva qualcuno.
Ringrazia i tuoi giorni storti!
Se lo psicologo ti può dare una mano, ben venga ,no?Un lumicino che ti faccia strada, insieme.
Per trovarlo devi rivolgerti ad un connsultorio pubblico (non paghi) e metterti in attesa (i tempi dipendono dall'utenza e dal servizio stesso). In privato, puoi fartelo consigliare da qualcuno di tua fiducia. Se non sai come fare, chiedi dentro te stesso, fai questa richiesta tra te e te e vedrai che le coincidenze te lo metteranno difronte agli occhi in men che non si dica!
Ti auguro ogni bene.
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Pierino



Residenza: Abbiategrasso (MI)
Messaggi: 181
MessaggioInviato: Dom Mag 10, 2009    Oggetto: Bellissima :-) Rispondi citando

ely ha scritto:
LA LIBERTA' DI PENSIERO e di DECISIONE :IL RESPONSO DEL BUDDHA

Un giorno un giovane,dopo aver girato in lungo e in largo, decide di recarsi dal Buddha per avere la risposta che da sempre cerca su una questione per lui molto dolorosa di cui non riesce a venirne a capo. Dice al Buddha :"Sono convinto che l uomo sia l artefice del suo destino.Tutto dipende dalla sua volontà,dalla sua determinazione, dal suo impegno nel variare le sue situazioni"
Il Buddha risponde "Hai perfettamente ragione".Il giovane se ne va soddisfatto.

Alcuni giorni dopo, un altro giovane si presenta al cospetto del Buddha, per avere la conferma su ciò che pensa e su cui da mesi si arrovella.Dice al Buddha:" Sono fermamente convinto che l uomo,nonostante la sua volontà,determinazione e l impegno nel variare le proprie situazioni, non sempre riesce ad ottenere ciò che vuole perchè deve fare i conti con il suo destino,che è già segnato e con le opposizioni del caso e degli astri".
Il Buddha risponde. "Hai perfettamente ragione" e il giovane se ne va confortato.

Un monaco che in meditazione se ne era stato lì in disparte per tutto il tempo disse al Buddha:" Ma Maestro,non capisco.Hai dato ragione al primo giovane che sosteneva che l uomo è l artefice del proprio destino. Hai dato ragione anche al secondo giovane,convinto che è il destino a decidere per la nostra vita. Non è logicamente possibile:è una contraddizione!".
Il Buddha risponde: "Hai perfettamente ragione".
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giannerp



Residenza: Milano
Messaggi: 102
MessaggioInviato: Lun Mag 11, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Grazie Ely.. di cuore

Paolo
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antoniettadileva@libero.i




Messaggi: 29
MessaggioInviato: Dom Mag 17, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Gent.ma Ely,
qualche volta come in questo momento sento il bisogno di gridare,di dar voce a chi vive accanto a coloro che soffrono di qualsiasi malattia,di chiedere comprensione e ascolto tenendo conto dell'amore che si prova verso di loro.
Non è sbagliato farlo,scendere la china e ricominciare parte anche da questo!
Enrico vive alti e bassi,nervosismi e allegria in maniera frenetica,ogni minuto assisto al cambio del suo umore.Cerco strade,sopratutto quando mi chiede:Mamma,cosa mi capita?o...quando nel suo silenzio vedo i suoi occhi smarriti,perduti.
Ha tanti impegni,non rinuncia a niente...eppure la fatica lo travolge,lo rende vulnerabile,ma in qualche modo la sua volontà ha il sopravvento.
Teneramente mi cerca,poi scappa via...e io resto ammutolita,incapace di decidere sul comportamento da tenere!
Ascolto,per lavoro, tante persone che hanno problemi,lavorando all'asl vedo tanti "parenti" di ammalati che si danno da fare,e che in questo fare si tranquillizzano....ecco,è questo forse il mio problema:fare non è per me il primo obiettivo,io voglio amarlo,solo amarlo,continuare sempre ad amarlo,anche quando sembra non serva!
E cerco strade,questa è una di quelle:leggere senza paura cosa tormenta il cuore,chiedere ad altri aiuto per aiutare quando lui chiede,non cercare formule o soluzioni,ma vivere il momento accettandolo così com'è....ed in questo che chiedo,insistentemente aiuto e forza a Chi,per illusione o fede,può sostenermi.
Grazie dell'ascolto
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ali2008




Messaggi: 8
MessaggioInviato: Lun Mag 18, 2009    Oggetto: Rispondi citando

ciao Ely,
che bella iniziativa, grazie.
volevo raccontare a te e agli altri la mia esperienza.
malata di SM rr da 25 anni (ne ho 41), fino al 2006 mi è andata bene, complete (o quasi) remissioni dopo ogni ricaduta. ma dal 2006 ho avuto degli esiti permanenti, alle gambe, deambulazione, equilibrio, sensibilità. e sono andata in crisi. la mia vita mi sfuggiva di mano. stavo rovinando anche il rapporto con il mio meraviglioso marito.
allora ho chiesto aiuto, ad una psicologa. e mi ha aiutato. certo che non si può riassumere in poche righe una terapia durata mesi e mesi, ma in sostanza ho imparato ad accettare di essere malata, a fermarmi un attimo, tirare il fiato e poi reagire quando mi prendevano le crisi di ansia o sconforto o paura perchè stavo male, c'era un peggioramento, una nuova ricaduta. e a dirmi: io sono io, anche CON la SM, voglio vivere la mia vita. e ho preso la più grande decisione della mia vita (con mio marito): avere un figlio.
che, dopo tempo e fatica, è arrivato, anzi arrivata e ora la mia bimba è la mia ragione di vita e già mi è stata d'aiuto, per non abbattermi, alla ricaduta che - puntuale - si è presentata a pochi mesi dal parto.
il mio messaggio è-tristezza- ovviamente non quello di fare un figlio, scelta personalissima e privatissima ) se non si sta bene, bisogna chiedere aiuto, anche e soprattutto psicologico, per lottare contro questa subdola malattia e non farci soffocare da lei, ma riappropriarci della nostra vita e accettare di viverla anche con un (grosso) problema di salute come la SM.
perciò Ely, grazie per l'aiuto che dai a chi ti scrive, anche solo per sfogarsi
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ely
Psicologa


Residenza: Venezia
Messaggi: 349
MessaggioInviato: Gio Mag 21, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Cara antonietta,
nuovamente ti ringrazio per il tuo bellissimo messaggio... di amore.
E' così, niente formule, niente bacchette magiche , nè manuali da studiare sul da farsi.
l'amore percorre pieghe mai tracciate, mappe inesplorate e sempre arriva , per strade non battute.
Non vorrei aggiungere altro, per lasciare tutto lo spazio per l'intensità che comunichi attraverso il tuo messaggio.
Un abbraccio a te e a tuo figlio.
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ely
Psicologa


Residenza: Venezia
Messaggi: 349
MessaggioInviato: Gio Mag 21, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Grazie ali2008 per il tuo contributo nel raccontare la tua esperienza.
cari saluti.
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angela




Messaggi: 26
MessaggioInviato: Mer Giu 17, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Ely m sono decisa a rivolgermi ad uno psicologo xchè ne ho veramente bisogno nel centro dove vado ma ho saputo che si fanno pochi incontri poi si va dallo psichiatra. Pensavo ti seguisse lo psicologo anche xchè ne ho bisogno di parlare con qualcuno non di farmaci e lo psichiatra un po' mi spaventa...tu cosa ne pensi ? ti ringrazio sempre x la tua disponibilita' e cortesia ciao
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ely
Psicologa


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Messaggi: 349
MessaggioInviato: Dom Giu 21, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Cara Angela,
in che centro vai?ogni istituzione o associazione ha i suoi protocolli, nei tempi e nei modi.
se non ti va la modalità, chiedi aiuto in un altro posto. hai provato al consultorio familiare o in ospedale?o al centro salute mentale ?
non so quale sia la prassi dove vai tu.o se l'invio allo psichiatra sia stato fatto in base alle tue necessità.
non è detto che uno psichiatrapoi necessariamente debba prescriverti dei farmaci. anche gli psichiatri fanno terapia di sostegno. dipende dallo psichiatra in sè, se è uno che "risolve" prescrivendo farmaci solamente.
non resta che provarci. se poi non ti va, fai sempre tempo a dirottarti da un'altra parte.
un caro saluto .
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angela




Messaggi: 26
MessaggioInviato: Mar Giu 23, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Ely hai ragione a quanto pare funziona cosi' da protocollo pero' grazie per il suggerimento
cosi' posso scegliere che non e' poco
un caro saluto anche da parte mia
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s.




Messaggi: 1
MessaggioInviato: Gio Lug 02, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Ciao a tutti,
mi sono appena iscritta a questo forum molto interessante.
Vorrei scriverti in pvt se posso Ely.
Grazie
s.
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ely
Psicologa


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Messaggi: 349
MessaggioInviato: Lun Set 07, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Caro S.puoi certamente scrivermi in pvt qundo vuoi.

MESSAGGIO PER TUTTI GLI UTENTI DI QUESTO SPAZIO:
PER PROBLEMI AL MIO PC,NON MI E' STATO POSSIBILE CONNETTERMI DAL MESE DI GIUGNO
E COSI CREDO SARà FIN QUANDO NON MI RIPRISTINERANNO LA LINEA INTERNET.
PERCIO, SCRIVETE PURE, VI RISPONDERò PRIMA POSSIBILE.
CARI SALUTI ATUTTI.
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erika.g




Messaggi: 35
MessaggioInviato: Sab Set 26, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Ely. potrei scriverti in pvt qualche volta? sono compagna di un ragazzo appena diagnosticato. Ho parecchio bisogno di capire un pò di cose, e se sia previsto un aiuto psicologico anche dall'AISM...visto che in ospedale stanno gestendoci questa cosa esclusivamente come "problema fisico", ma il lato psicologico sta per essere un problema.
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ely
Psicologa


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Messaggi: 349
MessaggioInviato: Mar Ott 13, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Carissimi tutti,
sembra che la mia linea adsl sia stata ripristinata!
Perciò sono dinuovo presente per leggere e rispondere alle vostre eventuali richieste.
Un caro abbraccio.

Sì erika.g..... scrivi il tuo messaggio in pvt.
Per ora ti rispondo che potresti telefonare ad aism o informarti in internet sul sostegno psicologico per il tuo fidanzato, o vostro. che dovrebbe essere previsto. comunque qui , se non l hai già fatto, tutti potranno aiutarti largamente!
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moglie




Messaggi: 34
MessaggioInviato: Mer Ott 21, 2009    Oggetto: problemi con marito con sm Rispondi citando

cao eLY PRIMA DI TUTTO VOLEVO RINGRAZIARTI PER IL TUO PROVVIDENZIALE SUPPORTO, IO SONO MOGLIE DI UN NEODIAGNOSTICATO MA CHE avesse la sm era un pò di tempo che purtroppo lo sospettavamo ha avuto un episodio di parestesa 6 anni fa in seguito al quale gli è stata fatta rmn e pev e ricoverato una settimana con cortisone, la risonanza evidanziava queste placche ma tutto sommato è stato sempre abbastanza bene le rmn erano stabili.
i prblemi e i sintomi si sno aggravati da un anno e mezzo e in seguto ai quali l'ho convinto di fare l'unico esame che avrebbe cacciato ogni dubbio cioè la puntura lombare e la diagnosi è arrivata chara e forte sclerosi multipla, per quanto eravamo preparati la botta è stata forte e lui sembra ancora non volerla accettare si rifiuta diiniziare la terapia conAvonex e nega dei disturbi importanti ma che mi rendo conto siano imbarazzanti anche parlarne con la propria moglie, il controllo sfinterico e l'erezione così lui ha risolto allontanandomi siamo i genitori delle nostre bimbe ma il rapporto che ci lega forse è di due fratrelli ci vogliamo bene ma lui non ci pensa proprio ad avvicinarmi in altro senso e pensare che i modi per coccolarsi ce ne sono tanti, sono stanca dei suoi bacetti a stampo ho quasi dimenticato come si fa -riflessione-
che devo fare? finora non gliene ho parlato perchè ho pensato che ha tutt'altro per la mente ma poi penso che è fondamentale che noi siamo uniti e questo è senz'altro è il modo migliore.
come fare?
grazie ancora
baci
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ely
Psicologa


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Messaggi: 349
MessaggioInviato: Gio Ott 22, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Carissima "moglie",
dico una cosa evidente ed ovvia, ma concreta, ed è da qui che bisogna, a mio parere, partire:
tuo marito è in forte difficoltà, come hai attentamente colto da tempo.E anche tu, di conseguenza.
Penso che anche lui se ne renda conto che tu percepisci forte e chiaro il suo stato d'animo. Sapete di saperlo.
ma come tu stessa scrivi, non è sufficiente.
Le difficoltà perchè possano essere affrontate e risolte hanno bisogno di essere NOMINATE per essere ridimensionate e trovare una soluzione.
Credo che sia necessario che vi comunichiate questo stato emotivo, quello di ognuno.I propri bisogni, le paure, le proprie impotenze.
Quello su cui posso darti il mio pensiero è: fai attenzione, è una situazione delicata per ENTRAMBI.
Perciò, quando deciderete di affrontare la situazione, fai in modo per prima di parlare delle TUE EMOZIONI, della TUA difficoltà nel non sapere come rapportarti in modo più sereno e complice fra voi due. Fai attenzione a non puntare il dito. Il problema non è la sclerosi multipla, è una situazione, come potrebbe essercene un'altra, in cui cè una difficoltà , che coinvolge LA COPPIA, che prevede un necessario altro equilibrio. Potrà essere una occasione nuova per voi. Di riscoprirvi, in altri modi, con altre parole, con un'altra qualità. Trovare un nuovo modo di COMUNICARE fra voi le vostre fragilità e scoprire nuovi modi di approcciarsi alla sessualità.
Potreste farvi aiutare da un terapeuta della coppia, che vi contenga e sostenga e guidi in questo particolare momento. E anche l'intimità ne trarrà beneficio.
Se può essere una buona idea,invitalo a scrivere qui, se non in forum pubblico, in messaggio privato.
Facciamo due chiacchiere.
Vi auguro le migliori cose, insieme.
Un caro saluto.
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prof10




Messaggi: 34
MessaggioInviato: Mar Ott 27, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Ely, sono la mamma di una ragazza di diciassette anni alla quale tre anni e mezzo fa è stata diagnosticata la SM. Sono qui a chiedere, a chi prima di me si è trovato in questa situazione, quale può essere il modo migliore per convivere con questa nuova realtà. Razionalmente, credo di avere tutto chiaro, leggo tutto e di più su questa malattia quasi alla folle ricerca di una soluzione che però per ora non c'è. Mia figlia ancora non è al corrente della patologia che ha, sa solo che ha una predisposizione alle infiammazioni e pertanto deve fare la terapia (Rebif 22). Ora credo che siamo vicini al momento di doverle comunicare il nome e cognome della malattia, quali saranno le sue reazioni? In che modo potrò riuscire a trasmetterle l'ottimismo e la forza necessaria ad affrontare e combattere questa malattia? Ci sono momenti in cui sento di avere una forza infinita e che alla fine la soluzione a questa malattia verrà trovata, in altri il senso di impotenza invece prende il sopravvento e tutto intorno diventa nero. Un saluto a tutti
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ely
Psicologa


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Messaggi: 349
MessaggioInviato: Mar Ott 27, 2009    Oggetto: Rispondi citando

cara mamma prof10,
posso immaginare la difficoltà della situazione che state passando, tu, tua figlia e della vostra famiglia.
La diagnosi è difficile e pesante da vivere sia per chi la porta, sia per chi è vicino.
Credo che sia assolutamente opportuno comunicare a tua figlia, con dovute modalità, lo stato delle cose: la diagnosi, il tipo di patologia e soluzioni attuabili, farmacologiche, cliniche e di gestione ed eventuali possibilità future.
credo che la chiarezza e la semplicità, pur appesantite, com'è naturale, dalla complessità della patologia e ciò che vi ruota attorno, siano il canale comunicativo migliore.
Non c'è peggior cosa, per tutti, bambini ed adulti, di percepire che sta accadendo qualcosa di serio e non comprendere i confini chiari della realtà. I fantasmi sono peggiori, spesso della realtà.
perciò sia per te, che per lei, penso, sia bene affrontiate ciò che è, magari tutti insieme, in famiglia, trovando un momento favorevole per comunicare e condividere ciò che vi angustia.
troverete insieme delle modalità a vostra misura, come dovrebbe essere ogniqualvolta ci si trova difronte ad un problema.
ti sarà di grande aiuto l'amore che hai per tua figlia e lei per te.
Forse non troverai le parole "giuste" per dirlo, nè la "faccia giusta" per esprimerlo.
Ma nessuno ha mai questi requisiti, nè le soluzioni ottimali.
Si può trovare però il migliore dei modi per ogni situazione, fare il meglio che ti sembra possibile.
Renditi aperta e disponibile ad accogliere tua figlia, la sua confusione, l'estraneità rispetto a ciò che le dici. E' probabile che reagisca anche così.
Spesse volte succede che, inaspettatamente, i figli, che percepiamo così fragili e bisognosi di protezione, siano essi stessi a proteggere noi adulti. hanno delle risorse grandissime, di contenimento, di autoprotezione e protezione degli adulti.
La prima difficoltà spetta a te. ma sono certa che troverai, come detto, il TUO , il VOSTRO migliore dei modi.
Vi abbraccio virtualmente.
Fammi sapere, se vuoi, vostre o tue nuove.
Io sono a disposizione.
Elisa
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prof10




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MessaggioInviato: Ven Ott 30, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Grazie Ely, ti terrò al corrente della situazione.Sai benissimo che in questi momenti è importante trovare tanti amici, meglio se ti sanno anche capire perchè sanno cosa stai passando. Comunque devo dire che sono fortunata, abbiamo una neurologa eccezionale, sempre disponibile, addirittura mi ha sempre detto di dare a lei tutte le colpe nel caso in cui mia figlia dovesse in qualche modo venire a conoscenza della cosa da sola, e sta aspettando in nostro nulla osta per dirle della malattia lei stessa, naturalmente insieme a tutta la famiglia, perchè la malattia non è solo di chi ne è affetto ma è di tutto il nucleo familiare. Un grande abbraccio
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ely
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MessaggioInviato: Dom Nov 01, 2009    Oggetto: Rispondi citando

prof10,
mi sembra corretta la Vostra neurologa. E' fondamentale che ci siate tutti, tutto il nucleo famigliare.
Tranquillizzate la ragazza sul motivo della presenza di tutti, ponete l'accento che è cosa buona condividere insieme le cose che la riguardano (molte, nel complesso), non sulla gravità della situazione. Potrebbe facilmente chiedersi, è possibile, "come mai tutta questa concitazione e partecipazione? dovrà essere una cosa gravissima!".
Ancora una volta, sottolineo, la comunicazione chiara è sempre di grande importanza ed aiuto.
Un caro abbraccio.
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meldance




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MessaggioInviato: Dom Nov 15, 2009    Oggetto: Rispondi citando

cara ely..finalmente ho deciso di scriverti..mi sento sola..mi sento molto sola..ho un fidanzato ceh mi ama..e che ha accettato la mia diagnosi arrivata dop 4 anni che stiamo insieme..ed arrivata da pochi mesi..quindi ancora difficile x me da accettare..i miei genitori..la accettano..anche se non completamente..da una parte sono molto + protettivi..quasi soffocanti..dall'altra invece sembrabo menefreghisti..io mi sento così sola..molto sola..vorrei iniziare una terapia con una psicologa..ma non so quanto mi possa servire..faccio rebiff 44 cn molti effetti collaterali(come tutti)..ed in questo difficile percorso mi sento molto sola..non compresa fino in fondo..vome posso aiutarmi???? -ansia-
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ely
Psicologa


Residenza: Venezia
Messaggi: 349
MessaggioInviato: Mer Nov 18, 2009    Oggetto: Rispondi citando

Cara meldance,
certo, non stai attraversando un periodo dei più sereni.
Tuttavia, hai dalla tua parte un bel pò di cose che ti possono aiutare: un fidanzato, genitori, l'accettazione,che devi mettere in conto, per qualsiasi situazione, pùo avere dei momenti di fragilità.
Non è semplice per te, nè per i tuoi. Quando ti sembrano menefreghisti, forse, tanno cercando di farti capire che non sei diversa da tutte le altre person e che, è vero, sei la stessa di prima, cioè la loro figlia, che è viva e vegeta!oppure cercano di passarti che la vita va avanti e che non devi precluderti niente rispetto a prima..
Non sei sola,..forse TI SENTI sola. Allora, devi cominciare da te!
La soluzione possibile da cui iniziare l hai trovata da te: comincia col cercare una psicologa, un terapeuta che ti supporti, come hai detto tu stessa.
Se l hai pensata e scritta questa idea, significa che hai valutato da te stessa che può essere un mezzo per te.
Ricorda: come si fa a mangiare un enorme elefante?..Cominciando dal primo boccone!
Proprio come ti sei decisa a scrivermi!
Ora, sei già al secondo boccone!
Un caro saluto.
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