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CCSVI - Abruzzo Vai a Precedente  1, 2, 3
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miluna
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MessaggioInviato: Mar Nov 27, 2012    Oggetto: Rispondi citando

Sclerosi, solo a Teramo l’esame che salva la vita

Arrivano pazienti da tutta Italia, è l’unica Asl del Centro in cui si diagnostica la sindrome da insufficienza venosa cerebrale scoperta dal professor Zamboni

TERAMO. Teramo diventa punto di riferimento per i malati di sclerosi multipla. Arrivano da tutta Italia le prenotazioni per sottoporsi a un esame in grado di accertare se si è colpiti da Ccsvi, cioè da insufficienza venosa cerebrospinale cronica, una sindrome che sembra correlata alla sclerosi multipla.

La Asl di Teramo è una delle pochissime in Italia, sicuramente l’unica nel Centro, a fare questo tipo di diagnosi. «Ci siamo dotati di una tecnologia innovativa», esordisce Valerio Profeta, direttore del dipartimento di assistenza territoriale, «sono pochissime in Italia le strutture pubbliche in cui si fa questo tipo di esame.

Arrivano pazienti ad esempio da Roma, dove ci sono liste si attesa lunghissime e solo in strutture private. E’ un primo passo che si inserisce in un più ampio progetto di assistenza ai pazienti malati di sclerosi. Dall’anno scorso abbiamo attivato un’Adi (assistenza domiciliare integrata, ndr) di terzo livello: c’è un’equipe che li segue a domicilio, composta da diversi specialisti, dal neurologo all’otorino, al fisiatra, al terapista del dolore, ai fisioterapisti e infermieri».

La diagnosi di Ccsvi si fa con un esame ecodoppler particolare, che ha una una sonda e una tecnologia unica, brevettata da una casa italiana. «La Asl ha acquistato questa nuova tecnologia, spiega il dottor Camillo D’Ascanio, che ha "importato" la nuova tecnica di diagnosi, «e da giugno facciamo esami per i malati di sclerosi, nel distretto sanitario di base, ogni giovedì. Arrivano prenotazioni da tutta Italia: noi l’esame lo facciamo con servizio sanitario nazionale, spesso altrove si fa nel privato, con costi alti (da 150 e 300 euro mentre alla Asl è gratis, ndr)».

La Ccsvi è una sindrome scoperta dal professor Paolo Zamboni circa sette anni fa e consiste in un’alterato scarico venoso del cervello. «Le vene giugulari e la vena azygos in sostanza», spiega D’Ascanio, « hanno difficoltà a far defluire il sangue venoso refluo dal cervello e dal midollo spinale per la presenza di restringimenti o malformazioni endovenose perlopiù congenite. Si sono avute negli ultimi anni evidenze scientifiche secondo cui esisterebbe una correlazione tra sclerosi multipla, una malattia degenerativa del cervello che affligge 64mila italiani e 1.900 abruzzesi e Ccsvi.

E’ una sindrome ormai riconosciuta. Basti pensare che queste malformazioni venose sono di fatto state catalogate nel settembre 2009 dalla Uip, che è l'unione internazionale dei flebologi, tra le malformazioni di tipo tronculare, cioè quelle che si sviluppano tra il terzo e il quinto mese di vita intrauterina. Ancora in fase di studio è il significato della sua alta incidenza (tra il 60 ed il 100% )nei pazienti con sclerosi multipla e soprattutto il beneficio che possono trarre questi pazienti dall'angioplastica, cioè dal cosiddetto intervento di "liberazione" proposto dal professor Zamboni».

Infatti il primo passo, quello basilare, è la diagnosi, che si fa nell'ambulatorio vascolare del distretto sanitario di base di circonvallazione Ragusa. La terapia è invece l’angioplastica - con l’ormai famoso palloncino si dilata la vena ostruita e si ripristina il circolo del sangue - che si esegue anche a Teramo, nell’unità di radiologia vascolare interventistica del dottor Vincenzo Di Egidio, il primo a eseguirla in Abruzzo.

D'Ascanio è un ecografista vascolare che ha seguito il master con Zamboni. «Ho segnalato la possibilità di fare diagnosi in quest’ambito e nel giro di un anno la Asl si è dotata di un ecografo con tecnologia e sonde specifiche», aggiunge il medico, «sono già stati studiati circa 35 pazienti con sclerosi multipla provenienti da tutta Italia, visto che l'ecografo in questione è disponibile in pochissimi centri pubblici, tra cui appunto quello dell'Università di Ferrara di Paolo Zamboni e quello del di Fabrizio Salvi dell'ospedale Bellaria di Bologna».
I dati preliminari di questo studio sono stati esposti da D'Ascanio sabato scorso al congresso dell’Afi, l’associazione flebologi italiani, che è tenuto a Francavilla. Per effettuare l'esame , con il servizio sanitario nazionale, si può telefonare il sabato dalle 13 alle 15 al numero 3669371171.

Antonella Formisani
26 novembre 2012

http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/...-1.6095623

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MessaggioInviato: Gio Feb 14, 2013    Oggetto: Rispondi citando

Sclerosi multipla, cure nuove e vecchie

Circa duemila persone soffrono di questa malattia nella regione.
Terapie tradizionali e il nuovo metodo di Paolo Zamboni



CHIETI. Neuroni come fili elettrici a cui d’un tratto si sfilaccia la guaina protettiva, la mielina. E’ allora che per i malati di sclerosi multipla il mondo diventa a intermittenza, fatto di stanchezza e dolori nevralgici, intervallati da periodi di relativo benessere, fino a diventare un cammino inesorabile verso l'invalidità. Per loro, circa oltre 2 mila in Abruzzo, da anni esistono farmaci in grado di tenere a bada i sintomi e rallentare il decorso della malattia. Le società farmaceutiche vi investono molto, tanto che da qui al 2018 è attesa la commercializzazione di una decina di nuovi farmaci.

A questi, da qualche anno, sembra potersi aggiungere un'arma in più, grazie all'intuizione di Paolo Zamboni, chirurgo vascolare dell’università di Ferrara, convinto che almeno una parte dei sintomi della sclerosi multipla siano correlati all'insufficienza cronica venosa cerebrospinale, ossia a un ristagno nel cervello del sangue “sporco”, che non riesce a uscirne in maniera agevole a causa di una malformazione del circolo venoso, risolvibile con un intervento di angioplastica, Pta, che va a correggere i restringimenti delle vene. Un’ipotesi scientifica che ha spaccato in due il mondo della scienza e dei malati, con “tradizionalisti” da una parte e “zamboniani" dall'altra.

In Abruzzo interventi di Pta sulle vene giugulari e azygos sono stati fatti, oltre 400 casi, nella neuro-radiologia dell'Aquila e nelle radiologie interventistiche di Teramo, Avezzano e della casa di cura Pierangeli a Pescara, l'unica dove continuano, seppur in maniera decisamente ridotta.

Come la pensano neurologi e interventisti abruzzesi sulla vicenda?

«Cerco di mantenere una posizione aperta e lucida sul metodo Zamboni», dice Alessandra Lugaresi, responsabile del Centro regionale di Sclerosi mutipla di Chieti, «ciononostante devo rilevare che almeno 50 pazienti da me seguiti si sono sottoposti, talora anche 2 volte, all'intervento di angioplastica, senza risultati positivi nella maggior parte dei casi. Ciò che è anomalo è che si eseguano esami ed interventi spesso a pagamento (non in Abruzzo, ndc), che non siano previste procedure di selezione dei pazienti in base alle condizioni cliniche, che non vi siano controlli programmati. E’ importante far comprendere ai pazienti che non devono abbandonare le terapie convenzionali, dotate di buona efficacia, per eseguire l'angioplastica, sulla cui validità per la sclerosi multipla manca ancora l’evidenza scientifica».

Diverse sono le esperienze riferite da Teramo e L'Aquila. «Noi trattiamo le stenosi delle vene giugulari e azygos, non la sclerosi multipla», afferma Vincenzo D'Egidio della radiologia interventistica di Teramo, «siamo intervenuti in day hospital su oltre 100 casi, senza nessuna complicanza e misurando le pressioni pre e post trattamento, cosa che nessuno fa in Italia. Trattiamo i pazienti che abbiano eseguito un eco- doppler in altra sede, e che sono risultati positivi per la patologia venosa».

Teramo oggi è ferma, pronta a ripartire, come anche Avezzano e L'Aquila, se sopravvenisse più chiarezza dalle istituzioni e dalla comunità scientifica. Intanto, per alcuni degli intervistati, la Pta sarebbe più efficace nelle forme di Sm esacerbante- remittiva.

«Noi i pazienti», afferma Massimo Gallucci, ordinario di neuroradiologia nell'Università di L’Aquila, «li abbiamo valutati scrupolosamente in sinergia con i chirurghi vascolari, ottenendo riscontri in termini di miglioramento delle funzioni sfinteriali e vescicali, che per un malato significano un miglioramento incisivo nella qualità della vita».




Sipo Beverelli Il Centro / Pescara 13 febbraio 2013

http://ilcentro.gelocal.it/regione/2013/02...-1.6530677

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MessaggioInviato: Gio Feb 21, 2013    Oggetto: Rispondi citando

Sclerosi, alt ad Avezzano alla terapia Zamboni


AVEZZANO Le speranze dei malati di sclerosi multipla vengono bloccate dalla mancata certificazione ministeriale e l'équipe del dottor Giovanni Passalacqua si ferma. La cura dell’insufficienza cronica venosa cerebrospinale non è stata riconosciuta dal ministero della Salute e per questo nelle strutture pubbliche italiane non può essere più eseguita. Così all'ospedale di Avezzano si sono chiuse le porte ai malati di sclerosi multipla. Ma il primario del reparto di radiodiagnostica è pronto a ricominciare a operare non appena arriverà la direttiva ministeriale o anche l'ok da parte della Regione Abruzzo. La cura è quella messa a punto da Paolo Zamboni, chirurgo vascolare dell’università di Ferrara, convinto che almeno una parte dei sintomi della sclerosi multipla siano correlati all'insufficienza cronica venosa cerebrospinale, ossia a un ristagno nel cervello del sangue “sporco”, che non riesce a uscirne in maniera agevole a causa di una malformazione del circolo venoso, risolvibile con un intervento di angioplastica, Pta, che va a correggere i restringimenti delle vene.

In Abruzzo interventi di Pta sulle vene giugulari e azygos sono stati fatti, oltre 400 casi, nella neuro-radiologia dell’Aquila e nelle radiologie interventistiche di Teramo, Avezzano e della casa di cura Pierangeli a Pescara, l’unica dove continuano, seppur in maniera decisamente ridotta. Tre mesi fa, ad Avezzano, il dottor Passalacqua è stato costretto a rifiutare le richieste provenienti da tutta Italia dei malati che chiedevano di potersi sottoporsi all'angioplastica per la cura dell'insufficienza cronica venosa cerebrospinale. «Abbiamo deciso di iniziare a effettuare questo tipo di operazione visti i numerosi contatti che avevamo ricevuto», ha spiegato Passalacqua, «erano persone per lo più giovani, disperati che ci chiedevano aiuto perché si rivolgevano a strutture private molto esose. Così due anni e mezzo fa abbiamo iniziato questo tipo di interventi». In poco più di 30 mesi il dottor Passalacqua e la sua equipè hanno effettuato 100 operazioni e le richieste sono iniziate ad arrivare non solo dall'Abruzzo ma da tutta l'Italia. Pochi, infatti, sono i centri pubblici disponibili dove era possibile sottoporsi all'intervento, 56 in tutta Italia. L'operazione è possibile eseguirla in day surgery e in poco più di mezz'ora. Nonostante il numero dei centri in Italia aumenti costantemente, il ministero della Salute ha diffuso una circolare secondo la quale gli interventi di correzione vascolare in pazienti con sclerosi multipla devono essere effettuati «solo ed esclusivamente nell'ambito di studi clinici controllati e randomizzati, approvati da Comitati etici…». E così mentre nelle cliniche private si continua a operare negli ospedali pubblici gli interventi sono stati sospesi. «Non è stato riconosciuto il legame tra questo tipo di operazione e la sclerosi», ha commentato Passalacqua, «e non essendoci una direttiva ministeriale siamo stati costretti a bloccare tutto». Il primario del reparto di radiodiagnostica è pronto a ricominciare: «Non appena arriverà l'ok del ministero o anche una direttiva della Regione che ci autorizza ad operare».

Eleonora Berardinetti Il Centro 20 febbraio 2013 - pagina 10 sezione: Nazionale



http://ricerca.gelocal.it/ilcentro/archivi...10_05.html


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MessaggioInviato: Gio Feb 21, 2013    Oggetto: Rispondi citando

Una cura al centro del dibattito scientifico


Paolo Zamboni, 56 anni, dal 2004 è direttore del centro malattie vascolari dell'università di Ferrara. Nel 2008 ha annuncia la scoperta di una nuova patologia venosa, chiamata Insufficienza venosa cronica cerebrospinale e postula una controversa correlazione tra tale patologia e la sclerosi multipla. Il congresso scientifico internazionale Ectrims (European committee for treatment and research in multiple sclerosis) del 2010 è giunto alla conclusione che, allo stato delle ricerche disponibili, la Ccsvi non sarebbe la causa della sclerosi multipla, e gli esiti finali dello studio dell'università di Buffalo, uniti a quello italiano condotto dal dottor Baracchini, farebbero propendere piuttosto per un'interpretazione della Ccsvi come di una delle possibili conseguenze, e non delle cause, della sclerosi multipla.

Altri studi italiani hanno invece confermato la validità dell'ipotesi formulata dal professor Zamboni, tra cui quello del dottor Pietro Maria Bavera, quello multicentrico del professor Stefano Bastianello e quello del professor Ciccone. Nel luglio 2012 è stata annunciata la partenza dello studio multicentrico "Brave dreams" finanziato dalla Regione Emilia Romagna sull’efficacia e sulla sicurezza dell’intervento di disostruzione delle vene extracraniche nel trattamento della sclerosi multipla, che entro due anni dovrebbe dare una risposta certa alla teoria di Zamboni.

Il Centro - 20 febbraio 2013 pagina 10

http://ricerca.gelocal.it/ilcentro/archivi...ref=search
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MessaggioInviato: Mar Set 24, 2013    Oggetto: Rispondi citando

Sanità: sclerosi multipla, un convegno a l'Aquila 'successi Zamboni? Casuali'

L'AQUILA - ''I successi legati alla cura della sclerosi multipla del professor Paolo Zamboni sono solo miglioramenti casuali, non di certo legati a una possibilità terapeutica’’.

Così sugli studi diffusi al grande pubblico dalla trasmissione tv Le Iene commenta ad AbruzzoWeb il professor Massimo Gallucci, ordinario di Neuroradiologia dell'Università dell'Aquila e direttore della stessa unità operativa complessa presso l'ospedale San Salvatore del capoluogo abruzzese, esponendo i risultati del 27°congresso nazionale di Neuroradiologia.

Tra i temi discussi al convegno, che si è svolto all'Aquila dal 19 al 21 settembre alla Scuola istruttori e sovrintendenti della Guardia di finanza, anche quello delle nuove tecnologie e tecniche di indagine per lo studio della sclerosi multipla con particolare riferimento alla cura del dottor Zamboni.

Il suo studio nel 2008 aveva stabilito una correlazione tra l'insufficienza venosa cronica cerebrospinale e la sclerosi multipla, guaribile tramite l'intervento su alcune vene del collo ostruite che, una volta liberate, permetterebbero un normale afflusso di sangue al cervello e, quindi, una riduzione della malattia.

La cura di Zamboni, denominata 'Brain Dreams', acronimo di BRainVEnousDRainageExploitedAgainstMultiple Sclerosis, è finita sotto i riflettori dei mass media dopo le dichiarazioni della vedova del tenore Luciano Pavarotti, Nicoletta Mantovani, affetta da sclerosi multipla dall'età di 18 anni e migliorata nelle condizioni di salute, dopo la terapia di drenaggio venoso che avrebbe favorito una regressione della malattia.

‘’Studi multicentrici già pubblicati e anche lo studio Cosmo sembrano andare contro questa teoria che prevede un'angioplastica e una ricanalizzazione delle vene, della quale si è parlato tanto in televisione e sui giornali, soprattutto dopo l'inchiesta delle Iene'', spiega Gallucci che ha presieduto i tre giorni di convegno.

Tra i risultati del congresso anche la creazione di linee guida che favoriscano una standardizzazione di tutti i centri italiani negli esami di risonanza magnetica, con documentazioni riproducibili in tutti gli ospedali nazionali.

‘’Se un paziente fa esami in più città è fondamentale che abbia referti che siano confrontabili e non da ripetere nuovamente, per questo è necessario che le procedure siano uguali e che gli ospedali parlino tutti la stessa lingua’’, sottolinea Gallucci che, alla fine dei tre giorni di convegno, descrive un bilancio positivo.

‘’C’è stata una grande partecipazione, con oltre 500 medici iatliani e stranieri. È andato molto bene, anche oltre le mie aspettative - conclude - Abbiamo avuto il supporto anche delle istituzioni e la presenza del sindaco Massimo Cialente, della senatrice Stefania Pezzopane e del comandante provinciale della Finanza Giovanni Domenico Castrignanò’’.

di Marianna Galeota

http://www.abruzzoweb.it/contenuti/sanita-...28523-327/
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JD




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MessaggioInviato: Mar Set 24, 2013    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
''I successi legati alla cura della sclerosi multipla del professor Paolo Zamboni sono solo miglioramenti casuali, non di certo legati a una possibilità terapeutica’’.


e metti pure che se "per caso" miglioro ...
...la vogliamo buttare via?
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