Fampridina migliora la mobilità nella sclerosi multipla

Ricercatori dell'University of Rochester Medical Center a New York hanno coordinato uno studio di fase III a cui hanno partecipato 301 pazienti di età compresa tra i 18 e i 70 anni. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere 10 mg di Fampridina a lento rilascio (Fampridina-SR) oppure placebo, 2 volte al giorno per 14 settimane. Il risultato dello studio ha evidenziato che il 35% dei partecipanti che avevavno assunto Fampridina hanno raggiunto un più rapido cammino a passo veloce in almeno 3 di 4 valutazioni cliniche, contro l'8% di coloro che hanno assunto placebo. Inoltre, i partecipanti trattati con Fampridina hanno mostrato più grandi miglioramenti nella forza muscolare delle gambe, migliorando la loro capacità a partecipare alle varie attività quotidiane. Un totale del 5% dei partecipanti ha dovuto interrompere lo studio a causa di eventi avversi, tra cui 2 pazienti che sono andati incontro a gravi eventi avversi (1 caso di grave forma d'ansia, 1 caso di crisi epilettiche focali). I Ricercatori hanno notato che in precedenti studi, il rischio di crisi epilettiche è apparso aumentare in correlazione al dosaggio di Fampridina impiegato.

Data: 29 Settemrbe 2009


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Nel topo la sclerosi multipla può essere innescata da batteri non patogeni: a dimostrare sperimentalmente quella che è nota come ipotesi autoimmune della SM è stato un gruppo di ricerca dell'Università cattolica di Roma, che ne ha dato notizia in un articolo pubblicato sul Journal of Immunology.

Sono passate poche ore dal termine dell'interessante Convegno a Vicenza, organizzato da Fondazione Smuovilavita, sul tema CCSVI e Sclerosi Multipla, a cui erano presenti i dott. Paolo Zamboni e Fabrizio Salvi, e com'era prevedibile data la grande attenzione e speranza delle centinaia di malati presenti, su Internet sono già disponibili alcuni spezzoni video dell'evento.