Disturbi cognitivi

L'estrema variabilitĂ  delle manifestazioni cliniche della sclerosi multipla, comprende anche i problemi di carattere cognitivo, altrettanto variabili da paziente a paziente.

I disturbi cognitivi si esprimono nell'ulteriore decorso clinico della malattia nel 40% dei casi. Raramente compaiono all'esordio di malattia. Generalmente si manifestano, invece, in modo graduale , anche dopo anni dall'esordio e per molti pazienti in forma lieve. Solo nel 5-10% dei casi i deficit cognitivi sono tali da compromettere le attivitĂ  di vita quotidiana, sociali e lavorative.

La funzione cognitiva più frequentemente colpita nella SM è la memoria.
Altri disturbi sono un'alterazione della concettualizzazione astratta , delle abilitĂ  visivo- spaziali, della capacitĂ  di memorizzare i concetti, disturbi dell'attenzione e della concentrazione, soprattutto nella capacitĂ  di rivolgere l'attenzione a piĂą operazioni distinte.

Un problema cognitivo particolarmente fastidioso è la difficoltà a trovare le parole giuste, l'avere spesso la sensazione di “ avere la parola sulla punta della lingua”.
Viene rallentata la capacitĂ  di giudizio: decisioni che precedentemente parevano semplici, ora diventano difficili.
Alterata è anche la capacità di ragionamento, in particolare di fronte ad operazioni mentali complesse.

Terapisti professionali, neuropsicologi e patologi della parola o del linguaggio, sono in grado sulla base di specifici test di analizzare i deficit e le capacitĂ  cognitive del singolo paziente.
Quando i disturbi cognitivi diventano di difficile gestione per il malato, l'appoggio ad una persona specializzata può essere indispensabile, allo scopo di convivere meglio anche con questo aspetto della malattia.



Ultime news

Secondo un nuovo studio, guanabenz, un farmaco approvato dalla “Food and Drug Administration” Americana (FDA), per il trattamento della pressione  sanguigna alta, è in grado di prevenire la perdita di mielina e di alleviare i sintomi clinici propri della sclerosi multipla (SM), in modelli animali della malattia. Il farmaco sembra aumentare un meccanismo cellulare innato che protegge le cellule produttrici di mielina contro lo stress infiammatorio.
Tali risultati indicano vie promettenti allo sviluppo di nuove terapie contro la SM, riferiscono gli scienziati dall’Universita’ di Chicago, nella edizione del 13 marzo del giornale medico “Nature Communications”.

Due team di ricerca, uno dei quali supportato dalla americana National MS Society (Società nazionale di Sclerosi Multipla), hanno pubblicato degli studi incentrati sulla possibilità di aumentare il benessere emozionale in persone colpite da SM. Nell’affrontare una malattia cronica e spesso progressiva come la SM i pazienti tendono a focalizzarsi principalmente sulla loro salute fisica trascurando la salute emozionale, che è invece una componente essenziale del benessere generale della persona.