Il decorso clinico della sclerosi multipla

In base al decorso clinico della malattia si possono distinguere diverse tipologie di sclerosi multipla.
Non è possibile, però, al primo manifestarsi dei suoi sintomi o alla prima “recidiva”, classificare la malattia in una forma piuttosto che in un’altra.
E' molto difficile, dopo una prima manifestazione clinica, capire come essa evolverà nel tempo. Il decorso clinico della sclerosi multipla varia da paziente a paziente e può altresì mutare nel corso della vita di uno stesso paziente.
In alcuni casi si manifesta una grave disabilità già dopo il primo attacco, in altri casi dopo la prima “remissione” possono trascorrere dei decenni senza che si manifestino dei sintomi.
E’ una malattia mutevole, polimorfa, altamente imprevedibile.
Vediamo qui di seguito di individuare le diverse forme di sclerosi multipla, di capire cosa si intende per “recidiva” e “remissione” della malattia.

Forma recidivante-remittente.

Nella maggior parte dei pazienti con sclerosi multipla i segni ed i sintomi tendono a comparire e a scomparire, soprattutto nella fase iniziale della malattia, cioè nei primi anni. La comparsa dei sintomi viene definita “recidiva” o “poussèes”, con la quale si intende una situazione di fase attiva della sclerosi multipla; essa si manifesta con la comparsa di nuovi sintomi o con l’aggravarsi di sintomi preesistenti. La scomparsa completa o incompleta dei sintomi viene invece indicata con il termine di “remissione”.Ad una recidiva, nella forma recidivante-remittente, segue un periodo di remissione. L’intervallo che intercorre tra due ricadute non è un dato costante nella sclerosi multipla, poiché può andare da un periodo di settimane ad alcuni anni.
Nei primi tempi della malattia le ricadute sono seguite da una completa ripresa del paziente; tuttavia col trascorrere del tempo la regressione, che segue alla ricaduta, tende a farsi sempre meno completa.
La forma recidivante-remittente è caratterizzata da assenza di progressione tra una ricaduta e l'altra.
Dai 5 ai 10 anni in media dal suo esordio, la forma recidivante-remittente può evolvere in una forma secondariamente progressiva ( vedi più avanti ).
Oggi non è possibile prevedere quando, né in che forma la malattia si esprimerà alla prossima ricaduta. Non si è in grado di conoscere quale area del sistema nervoso centrale verrà colpita, con che intensità, o in quali tempi. In questo sta l’alta imprevedibilità della sclerosi multipla. Tuttavia si è riscontrato che a seguito di un infezione virale (ad esempio dopo un episodio influenzale) e in periodi di particolare stress, vi è un’alta probabilità di incorrere in una recidiva. Rimane comunque difficile generalizzare sugli eventi scatenanti, di fronte ad una malattia così mutevole, polimorfa e ampiamente imprevedibile.

Fase transizionale.

La forma recidivante-remittente, in alcuni pazienti, dopo alcuni anni può entrare in una fase transizionale. In questo caso gli attacchi si ripetono a frequenza ravvicinata senza entrare, quasi mai, nello stato di quiescenza. L’intervallo che intercorre tra una ricaduta a l’altra è molto breve e solitamente gli attacchi tendono ad avere lo stesso bersaglio.
Questo stadio rappresenta la condizione più difficile e più impegnativa poiché corrisponde ad un peggioramento costante delle condizioni del paziente che è ad alto rischio di sviluppare sclerosi multipla secondaria progressiva.

Forma progressivo-secondaria.

La forma secondaria progressiva ha un andamento iniziale di tipo recidivante-remittente cui fa seguito una forma secondariamente progressiva che si presenta con o senza recidive superimposte e con possibili fasi di relativa remissione e stabilizzazione. Nel caso in cui si verifichino delle ricadute, i recuperi sono incompleti e si assiste ad una progressione dei deficit anche nei periodi che intercorrono tra una ricaduta e l’altra.

Forma progressivo-primaria.

In alcuni casi la malattia evolve fin dall’esordio con un andamento progressivo caratterizzato da possibili fasi di relativo miglioramento e stabilizzazione.

Forma progressivo-recidivante.

La forma progressivo-recidivante è caratterizzata, invece, da un decorso progressivo fin dall'esordio, con recidive seguite o meno da recupero. Gli intervalli tra una ricaduta e l'altra sono caratterizzati da una continua progressione della malattia, a differenza di una forma recidivante-remittente dove l'intervallo che intercorre tra due ricadute è privo di progressione.

Forma benigna.

La forma benigna della sclerosi multipla è caratterizzata, invece, da un recupero completo dopo uno o due recidive e non causa deficit permanenti. La diagnosi di una sclerosi di tipo benigno è molto difficile e può avvenire solo dopo 10-15 anni dall’esordio dei primi sintomi. Questa forma è associata a sintomi meno severi generalmente legati ad una alterazione della sensibilità.



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