Cladribina, farmaco orale efficace contro le ricadute

La casa farmaceutica tedesca Merck KGaA, si appresta a commercializzare nel corso del 2009 un nuovo farmaco contro la sclerosi multipla: gli studi condotti sinora hanno rilevato che i pazienti sottoposti a trattamento con cladribina hanno il 58% di probabilità in meno di una ricaduta rispetto ai pazienti a cui è stato somministrato un placebo.

E' un risultato superiore alla maggior parte degli agenti iniettabili, inferiore solo al Tysabri (per il quale l'EMEA ha richiesto una maggiore informazione sui rischi di PML).

Lo studio clinico durato 2 anni è stato effettuato su 1326 persone divise in 3 gruppi: due sono stati trattati con una diversa dose di cladribina ed il terzo con placebo.

Secondo gli specialisti tale percentuale dimostrerebbe che il farmaco sarebbe due volte più efficace degli altri farmaci in uso correntemente. Rimane tuttavia aperta la questione principale: capire se il farmaco rallenti il decorso della malattia, e su questo aspetto dovrebbero essere forniti ulteriori dati nei prossimi mesi.

Attualmente la cladribina viene già impiegata per trattare la leucemia, ma esclusivamente per brevi periodi di tempo: occorrono pertanto ulteriori approfondimenti per capire quali possano essere gli effetti collaterali legati ad un uso prolungato; quelli noti sinora includono affaticamento, un maggior rischio di infezioni e anemia.

La Merck si è rivolta alle autorità sanitarie statunitensi ed europee per velocizzare l'ingresso sul mercato del farmaco, che dovrebbe venire registrato entro la fine dell'anno.

Nel frattempo anche Novartis sta sviluppando un farmaco orale per la sclerosi multipla e gli studi potrebbero essere pubblicati nel corso del 2009.

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Data: 23 Gennaio 2009
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