Barriera emato-encefalica ed emato-liquorale

L’evento cruciale nella patogenesi della SM è rappresentato dall’entrata dei linfociti T all’interno del SNC che passano dal compartimento sistemico (il sangue) a quello intratecale (il SNC) attraverso la barriera emato-encefalica (BEE). Pertanto, il traffico delle cellule T in sede intratecale presuppone “l’apertura” e, quindi, un aumento della permeabilità della BEE.
La BEE è una unità morfo-funzionale in grado di isolare il liquido cerebro-spinale (LCS), o liquor ed il tessuto nervoso dal compartimento ematico regolando attivamente ed in modo selettivo gli scambi di sostanze e cellule tra sangue e parenchima cerebrale e fra sangue e LCS. Inoltre, la BEE ha il compito di mantenere la delicata omeostasi chimico-fisica del LCS. Esistono due tipi di barriera emato-encefalica entrambi in equilibrio chimico-fisico fra loro e con il liquido interstiziale che si trova negli spazi intercellulari del parenchima cerebrale:
• la BEE vera e propria, che separa il sangue dal cervello;
• la barriera emato-liquorale (BEL) che separa il sangue dal LCS.
La BEE è costituita anatomicamente dalla parete endoteliale dei capillari cerebrali e dai piedi o processi perivascolari degli astrociti.

Barriera emato-encefalica (BEE).

I capillari cerebrali differiscono anatomicamente da quelli periferici, sistemici perché sono composti dalle cellule dell’endotelio capillare, provviste di giunzioni serrate che impediscono la libera diffusione dei soluti, e dai periciti, cellule contrattili separate dalla membrana basale mediante una matrice extracellulare di collagene.
I piedi o processi astrocitari perivascolari sono delle espansioni degli astrociti, cellule di supporto strutturale per il tessuto nervoso che, come le altre cellule gliali, si dispongono negli spazi compresi fra i neuroni ed i loro prolungamenti (assoni e dendriti). Gli astrociti intervengono anche nel processo di riparazione cicatriziale del danno tissutale ed insieme agli oligodendrociti, le cellule deputate alla formazione della guaina mielinica, formano la macroglia. La microglia è, invece costituita dalle cellule microgliali che, come vedremo, sono i macrofagi residenti del SNC.
La BEL è situata a livello dei plessi corioidei dei ventricoli cerebrali e, pertanto, è composta anatomicamente dalla parete dei capillari coriodei e dalle cellule dell’epitelio corioideo.

Barriera emato-liquorale (BEL).

I plessi corioidei sono formati da villi corioidei, ciascuno dei quali è costituito da un asse vascolare, il capillare corioideo, che origina dai rami terminali delle arterie corioidee e un monostrato di cellule cilindriche, l’epitelio corioideo, che deriva dall’ependima, l’epitelio che riveste l’interno delle pareti ventricolari. Mentre i capillari corioidei sono fenestrati, a livello dell’epitelio corioideo sono presenti giunzioni serrate che limitano la libera diffusione dei soluti dal sangue al LCS e mantengono in questo modo l’omeostasi chimico-fisica del LCS.
Dal punto di vista funzionale, entrambe le barriere (BEE e BEL) sono rappresentate dalle giunzioni serrate che, come abbiamo visto, limitano selettivamente il transito di sostanze dal compartimento ematico (periferico o sistemico) a quello liquorale e cerebrale (intratecale) sia a livello dei capillari cerebrali che dell’epitelio corioideo.
BEE e BEL, quindi, esercitano la funzione di “filtro biologico” poiché restringono selettivamente il trasferimento di sostanze (ioni, glucosio, proteine) dal sangue al LCS ed al tessuto nervoso. In particolare, nell’ambito delle proteine, queste barriere regolano il transito intratecale delle immunoglobuline o anticorpi che rappresentano il meccanismo effettore della risposta immunitaria umorale. Inoltre, BEE e BEL svolgono anche la funzione di “filtro immunologico” perché controllano il passaggio intratecale dei macrofagi e dei linfociti T e B e, cioè, delle cellule che partecipano alle reazioni immunitarie cellulare ed umorale.



Ultime news

Nel topo la sclerosi multipla può essere innescata da batteri non patogeni: a dimostrare sperimentalmente quella che è nota come ipotesi autoimmune della SM è stato un gruppo di ricerca dell'Università cattolica di Roma, che ne ha dato notizia in un articolo pubblicato sul Journal of Immunology.

Sono passate poche ore dal termine dell'interessante Convegno a Vicenza, organizzato da Fondazione Smuovilavita, sul tema CCSVI e Sclerosi Multipla, a cui erano presenti i dott. Paolo Zamboni e Fabrizio Salvi, e com'era prevedibile data la grande attenzione e speranza delle centinaia di malati presenti, su Internet sono giĂ  disponibili alcuni spezzoni video dell'evento.