Autotrapianto staminali del midollo frena decorso SM

Ricercatori della Northwestern University ritengono di aver fatto regredire le disfunzioni neurologiche in pazienti allo stadio iniziale di Sclerosi Multipla, per mezzo di un autotrapianto di cellule staminali prese dal midollo osseo. La malattia sembra progredire più lentamente o addirittura i sintomi in parte sembrano regredire in seguito al trapianto.

Lo dimostra uno studio clinico di fase I/II su 21 pazienti riportato in un articolo che sarà pubblicato online a Gennaio e sul numero di marzo di Lancet Neurology e che è stato reso noto da un comunicato diffuso dalla rivista britannica.

I 21 pazienti che hanno partecipato al trial hanno un'eta' compresa tra 20 e 53 anni, sono affetti da SM recidivante-remittente in media da 5 anni, un livello di disabilità non ancora elevato e non avevano avuto alcuna risposta ad almeno 6 mesi di trattamento con interferone-beta.

Dopo un periodo medio di 3 anni, 17 pazienti (81%) sono migliorati di almeno un punto nella scala EDSS e la malattia si e' stabilizzata in tutti i pazienti (100%). I miglioramenti sono avvenute in aree affette dalla sclerosi multipla tra cui la camminata, l'atassia, la forza negli arti, la visione e l'incontinenza.

La sclerosi multipla è una malattia autoimmune in cui le cellule immunitarie del paziente, le sue difese naturali, 'impazziscono' e cominciano ad attaccare le fibre nervose. Non ci sono terapie risolutive e la malattia peggiora col tempo man mano che il danno alle fibre aumenta.

I farmaci usati per rallentare il decorso sono gli immunosoppressori ma spesso cessano di funzionare. Un'alternativa potrebbe essere proprio il trapianto di staminali da midollo: prima si elimina il sistema immunitario compromesso del paziente (per mezzo di una chemioterapia) poi si ripristina la funzione immunitaria con un trapianto di staminali del midollo osseo del paziente (prelevate prima della chemioterapia). Le staminali servono a ricostruire un 'nuovo' sistema immunitario 'tollerante' verso il proprio corpo (com'é normalmente negli individui sani) e che non attacchi le fibre nervose.

Data: 30 Gennaio 2009


Ultime news

Nel topo la sclerosi multipla può essere innescata da batteri non patogeni: a dimostrare sperimentalmente quella che è nota come ipotesi autoimmune della SM è stato un gruppo di ricerca dell'Università cattolica di Roma, che ne ha dato notizia in un articolo pubblicato sul Journal of Immunology.

Sono passate poche ore dal termine dell'interessante Convegno a Vicenza, organizzato da Fondazione Smuovilavita, sul tema CCSVI e Sclerosi Multipla, a cui erano presenti i dott. Paolo Zamboni e Fabrizio Salvi, e com'era prevedibile data la grande attenzione e speranza delle centinaia di malati presenti, su Internet sono già disponibili alcuni spezzoni video dell'evento.